La serata del 24 giugno in Piazza Castello, al chiaro di luna vera o artificiale, Ferrara esce dai suoi consueti confini spaziali e omaggia Ludovico Ariosto e la sua immutata influenza anche nella poetica contemporanea con un appuntamento tra letteratura, teatro, musica e videoarte.

A partire dalle 21.30 è andato in scena Astolfo sulla luna, alla ricerca del senno di Orlando con l’attore Moni Ovadia e il poeta Roberto Pazzi con la partecipazione del Presidente di Ferrara Arte Vittorio Sgarbi.

Una serata che prende avvio con l’inaugurazione nel cortile del Castello della mostraLe donne, i cavallier, l’arme, gli amori” organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte, che presenterà, in chiave ariostesca, il monumentale gruppo scultoreo Umanità realizzato da Sara Bolzani e Nicola Zamboni

Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori”

A seguire, alle 21.30 in piazza Castello, Moni Ovadia legge Roberto Pazzi da “Un giorno senza sera. Antologia personale di poesia 1966-2019” (La nave di Teseo) e Roberto Pazzi legge dall’Orlando furioso di Ludovico Ariosto. A completare la suggestiva serata, lo spettacolo di videomapping a cura di Creativite, con musiche di Arvo Pärt e Gesualdo da Venosa. Una produzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara in collaborazione con il Comune di Ferrara, l’Assessorato alla Cultura, Provincia di Ferrara, Ferrara Arte e Ascom Confcommercio Ferrara.

“Dall’alto scenderanno le parole di Ariosto sospirate, tra luna e terra, dalla voce perturbata e commossa di Roberto Pazzi” apre le danze Vittorio Sgarbi, anche presidente di Ferrara Arte, che prenderà parte alla serata a più voci leggendo due poesie di Roberto Pazzi. Poi completate da Moni Ovadia. Roberto Pazzi racconta invece dal canto XXIII le ottave sulla follia di Orlando (100-136) e, dal canto XXXIV, quelle del volo di Astolfo sulla luna (ottave 70-91). In un gioco di rimandi, i versi declamati da Ovadia e Pazzi, dialogheranno con la scenografia in movimento del video mapping a tema proiettato sulla torre di San Paolo del Castello. 

L’idea di declamare Ariosto dalle torri del Castello Estense nasce molto tempo fa, rimanendo irrealizzata fino a oggi. “Recitare dalla Torre del Castello è un sogno che custodisco da tempo – spiega Roberto Pazzi, autore anche di 22 romanzi e di otto raccolte di versi, le cui opere sono state tradotte in 26 lingue -. Lo concepii anni fa, quando il 31 luglio del 1981, dalla Torre degli Asinelli, Carmelo Bene declamò Dante per commemorare il primo anniversario della strage fascista alla stazione di Bologna. Il Canto dantesco volò nell’aria calda di quell’estate e raggiunse più di 100mila persone, che sotto la torre ascoltavano. Da lì nacque l’idea. Ferrara vanta uno dei maggiori poeti del mondo, Ludovico Ariosto. In una notte di plenilunio, sarà emozionante leggere l’Orlando furioso nel luogo in cui il poeta lo concepì. Dove fu letto a Ippolito d’Este, cui è dedicata l’opera, che pare abbia commentato dopo aver ascoltato la lettura dei primi canti del poema: “Messer Lodovico, dove siete andato a trovare tante corbellerie?”. 

“Rimane l’attualità eterna di questi versi dell’Orlando furioso – commenta Roberto Pazzi che sanno sorridere di molte vanità umane, “dell’ozio lungo d’uomini ignoranti”, delle bugie degli amanti, della fama scambiata per la gloria, dell’insipienza umana alla costante ricerca di beni effimeri, che si mostrano ingannevoli, ma con un tono di infinita comprensione della dissennatezza, e che non giudica, ma compatisce. Abbiamo bisogno di autori nelle cui parole si riscopra ancora oggi la gioia dei sensi e il gioco del caso, che non abbiano solo una visione trascendente della vita”, conclude lo scrittore -. Geni come l’Ariosto, come Giovanni Boccaccio, come Wolfgang Amadeus Mozart e Gioachino Rossini sono tra i pochi che abbiano espresso nelle loro opere, nella letteratura o nella musica, la gioia di vivere, libera dall’ombra della morte, persuasa che la vita abbia in sé il suo valore e il suo limite, La scelta di un poeta rinascimentale come l’Ariosto, nel momento del nostro sospirato ritorno alla normalità dopo la pandemia, vuol anche essere un saluto alla vita che rinasce”.

ASTOLFO SULLA LUNA, ALLA RICERCA DEL SENNO DI ORLANDO

“Il Teatro Abbado di Ferrara, nel quadro della stagione estiva, presenta un recital straordinario di Roberto Pazzi, importantissimo poeta della nostra città, tradotto in oltre 20 lingue. Reciterà alcuni brani tratti dall’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, poeta fortemente legato a Ferrara, in cui ha vissuto e operato – spiega Moni Ovadia, anche direttore del Teatro Comunale di Ferrara -. Roberto Pazzi avrà un contraltare che sarà incarnato da me. Darò voce alle sue poesie, tratte dalla raccolta ‘Un giorno senza sera’. Roberto Pazzi non è solo un autentico poeta, ma è anche un dicitore di poesia straordinario. Siamo abituati ad ascoltare poesie lette da attori, ma frequentemente l’attore mette in primo piano la propria interpretazione invece di “stare” con il testo poetico che, nel caso di Ludovico Ariosto, è talmente forte che ha bisogno di qualcuno che ne comprenda più di tutto il valore intrinseco del linguaggio poetico, e questo solo un poeta può, e sa farlo. Sullo sfondo, il magnifico Castello Estense, accompagnato da proiezioni di immagini in video mapping e di testi, per far apprezzare al pubblico, nella pienezza, il valore poetico di ciò che ascolta. Una serata in cui protagonista sarà la poesia”. 

ASTOLFO SULLA LUNA, ALLA RICERCA DEL SENNO DI ORLANDO