Passio Christi, la Passione di Gesù che soffre come noi (1)

foto copertina di Andrea Baldrati

La Passione di Cristo raccontata all’interno di uno dei luoghi che sta più soffrendo come il teatro. Un racconto corale su cosa significh “tema sublime”, come lo definì il poeta Mario Luzi. In un gioco di rimandi e di suggestioni visive, di richiami sonori, un viaggio sull’iconografia e sulla parola. Passio Christi, il film teatrale realizzato su idea di Michele Placido su testi di Mario Luzi, “Maria alla Croce” di Dario Fo e Franca Rame e Salmi biblici a cura di Moni Ovadia, oltre allo Stabat Mater, nella traduzione in dialetto trentino di Daniela Scarlatti.

Il film sarà trasmesso gratuitamente venerdì 2 aprile 2021 ore 21 sul Canale Youtube Teatro Comunale di Ferrara e rimarrà visibile fino al 5 aprile compreso.

“Passio Christi è la Passione di Gesù che si incarna uomo, diventa uomo e soffre come uomo. Un mistero straordinario – spiega Michele Placido parlando del film teatrale – E soprattutto i versi di Mario Luzi ci hanno donato, durante questa esperienza, delle emozioni straordinarie”.

Al progetto Passio Christi – dapprima pensato come una processione teatrale all’alba, poi tramutato in film per via della zona rossa – ha fin da subito preso parte anche il direttore della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Moni Ovadia, che sottolinea:

“La Passione di Cristo, così raccontata, si riverbera su altre passioni, anche quelle dei semplici uomini. Anche Gesù prova ciò che prova l’uomo, che la sua memoria e la sua vicenda, che è nel cuore della cristianità, irradi e riverberi il proprio senso sugli ultimi di questa terra, sui perseguitati, sui diseredati, sui brutalizzati di ogni tempo”.

“In un mondo in cui si tende a ‘divinizzare’ l’umano, in Passio Christi si umanizza il divino” spiega l’attore Vito Lopriore, che come lui stesso dice è “stato convocato (da Placido, ndr) per interpretare il ruolo del Cristo iconografico”. “La Passione di Cristo è universale, lo è il dolore così come lo è l’amore” aggiunge Sara Alzetta, che nel film interpreta le parole di “Maria alla Croce” di Dario Fo e Franca Rame. “Mi sono ritrovata completamente in questa difficoltà nell’uomo di credere, facendo incarnare questo pensiero da Gesù – spiega Daniela Scarlatti – Partecipare a questo progetto mi ha molto arricchito”. Suo, nel film, è lo Stabat Mater, nella traduzione in dialetto trentino.

Insieme a Placido, nella realizzazione di Passio Christi, anche il regista e sceneggiatore Toni Trupia. “La passione è credere ancora nella possibilità di restare umani, nonostante tutto quello che sta succedendo in questo mondo. Passio Christi – spiega Trupia – è la passione del creare, è dare un senso a un’idea rispondendo agli stimoli di una città magnifica come Ferrara. Ed è anche l’entusiasmo di Michele Placido e di tutto il gruppo di lavoro coi quali ho condiviso, nonostante tutte le tensioni che viviamo, un momento di gioia”. Passio Christi è una produzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara.

Insomma, Passio Christi arriva a pennello in un momento storico in cui ognuno di noi ha sofferto e che adesso deve accrescere la consapevolezza che è giunto il momento di ricominciare.


Per vedere il video del dietro le quinte/backstage di Passio Christi:
www.youtube.com/watch?v=4IZEoX5ifeY&t=1s

PASSIO CHRISTI

Da un’idea di Michele Placido

Testi di Mario Luzi, Dario Fo e Franca Rame

Salmi biblici a cura di Moni Ovadia

Interpreti

Sara Alzetta

Moni Ovadia

Michele Placido

Daniela Scarlatti

e nel ruolo di Cristo, Vito Lopriore 

Coro dell’Accademia dello Spirito Santo

Francesco Pinamonti, direttore

Antonio Aiello Konzertmeister, Orchestra Città di Ferrara

Una creazione video 

Michele Placido 

Toni Trupia

Partner tecnico

Civetta Movie

Si ringrazia la Fondazione Fo Rame per la concessione all’uso del brano “Maria alla croce”. Un ringraziamento inoltre va all’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio e alla Comunità ebraica di Ferrara, che hanno reso possibili alcune scene mettendo a disposizione la Chiesa di San Giuliano di Ferrara e il Cimitero Ebraico di Ferrara, e alla Scuola d’arte cinematografica Florestano Vancini.