Chiara Bacilieri, ferrarese di nascita e milanese d’adozione, è psicologa del marketing, Head of Data di Lifeed, Marketing Psychology Advisor di Neosperience e docente di Consumer Behaviour presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, da anni si distingue per le sue consulenze e interventi rivolti al pubblico in ambito marketing e advertising da una prospettiva psicologica. Tra le cose è stata speaker del TEDxFerrara nel 2019 e fresca fresca di stampa, nella lista delle 100 Number One di Forbes Italia e tra le 5 under 30 più influenti nella categoria Marketing e Advertising.

Chiara, sei finita su Forbes Italia. Sei contenta?

Sì contentissima!

Avresti mai pensato di finire su Forbes Italia?

Ancora non ci credo. Se mi avessero detto il giorno della mia laurea, cinque anni fa, che sarei arrivata su Forbes non ci avrei mai creduto. Ho avuto l’audacia di non essermi mai posta troppe domande anche perché era un settore talmente di nicchia che il mio percorso l’ho dovuto creare. Quindi non avendo un percorso già stabilito ho deciso di crearmi un’opportunità.

Come lo hai scoperto?

Neanche io lo sapevo, l’ho scoperto su Twitter su segnalazione. L’ho sempre desiderato e sperato, ma non pensavo. In Italia ci sono tantissimi talenti nel settore del marketing e che Forbes abbia selezionato proprio me mi rende davvero orgogliosa. Per me rappresenta anche un segnale verso la mia disciplina: la psicologia verso il marketing. Un riconoscimento davvero importante e che dà peso all’intero settore.

Classifica Forbes 100 Italia

Quali sono stati i primi passi?

Il modo migliore per cominciare è trovare una realtà che dia spazio per esprimersi. Nessuno ha le idee chiare quando si esce dall’università, tanti mi scrivono che sono confusi e non sanno cosa fare delle propria vita.

Molti partono dal presupposto che bisogna già sapere dove arrivare. La meta invece si scopre durante il percorso, perché possono succedere una serie di cose che ti fanno capire che gli obiettivi sono altri. Per questo è importante entrare in un luogo di lavoro che ti ascolti, che ti riconosca e che metta in risalto le tue caratteristiche. Ho rifiutato tante aziende che mi hanno offerto ruoli già confezionati e impacchettati. Ho sempre preferito l’incertezza e la sfida di poter costruire passo dopo passo il mio percorso.

Impariamo a convivere con l’incertezza e a non aver paura di sentirci vulnerabili. Mostriamo chi siamo veramente”

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

Ho creato un dipartimento interno nella mia azienda con un team fantastico dove stiamo applicando alle risorse umane dei metodi usati nel mondo marketing. Per esempio, la combinazione tra small e big data, capire la massa studiando l’individuo. Questa analisi prende il nome di People Analytics. La mia sfida è insegnare alle aziende a vedere i propri dipendenti prima come persone e non solo come risorse. La produttività deve essere analizzata in base al carattere, ai bisogni e alle emozioni, conoscendo le persone a 360 gradi.

Qual è la cosa più bella che hai scoperto sul comportamento umano?

La capacità di adattamento dell’essere umano è incredibile. Soprattutto nell’ultimo anno abbiamo dimostrato di poter creare innovazione in una situazione tremendamente avversa. Per questo sono convinta che abbiamo ancora tanto da imparare.

Ora che ci penso, c’è un libro Ryan Holiday “The obstacle is the way” che parla proprio di come qualsiasi contesto, brutto o bello, sia un’occasione per crescere e quindi di migliorare le competenze, vedendo le avversità non come problemi, ma occasioni e opportunità.

Sei dove vorresti essere in questo momento?

Sì. Non voglio sapere dove sarò domani, lo scoprirò durante il percorso. Per questo non mi pongo limiti e freni. Fatelo anche voi. Quando leggo che nei colloqui si chiede “dove vorrai essere tra i 5 anni?” penso che se lo sapessi già perderei tutti i miei stimoli. Osate e mettetevi in gioco, vi toglierete molte soddisfazioni.