Foto di Agosto 1991: "Grande esodo della popolazione Albanese". Ventimila Albanesi, a bordo della Vlora, sbarcano clandestinamente nel porto di Bari. Un equipaggio, figlio di secoli di offese alla dignit‡ di un popolo, porta con sË un carico di speranza e di libert‡.

Ci vuole forza, coraggio, genio, ambizione, pazzia, per lasciare, rischiare di perdere tutto e partire…

Non si sente apprezzato Mr. Fogg.

Non è credibile agli occhi degli altri, le sue invenzioni vengono derise, non viene considerato un vero scienziato, le sue idee sul progresso dell’umanità non potrebbero mai esistere per l’Accademia della Scienze.

Mr. Fogg non si sente apprezzato, ma non è un tipo che si dà per vinto. 

Per questo decide di circumnavigare il globo in 80 giorni, per pura sfida, per farsi riconoscere i propri diritti, per diventare una persona credibile, per dimostrare agli altri le proprie capacità e togliersi quell’etichetta di fallito. 

A dir la verità anche per 10mila sterline e un posto a capo della reale Accademie della Scienze, perché va bene la sfida ma anche il posto fisso è importante. 

Mr. Fogg decide di rischiare di perdere tutto e partire.

Lui che non aveva mai messo piede fuori dall’Inghilterra si trova a girare il mondo in ferrovia, in piroscafo, mongolfiera, a dorso di un elefante o in slitta, praticamente senza mostrare i documenti, dotato solo di una cospicua somma di denaro. 

Leggere oggi di un’impresa simile, sfogliando Il giro del mondo in 80 giorni – capolavoro assoluto di Jules Verne – fa quasi malinconia.

Sarebbe impossibile perfino per lui senza timbri, permessi aggiornati e richieste tempestive di visto. 

Ma è ancora più impossibile per coloro che sono nati nel posto e con il passaporto sbagliato, per coloro che genericamente chiamiamo immigrati.

Nel 2019 i Mr. Fogg nati nel posto e con il passaporto sbagliato sono stati 79,5 milioni. Persone in fuga a causa di persecuzioni, conflitti, violenze, violazioni di diritti umani, o eventi che compromettono gravemente l’ordine pubblico. Persone che viaggiano nella totale insicurezza e con il costante pericolo di perdere la vita. 

Ma chi sono e dove vanno questi 79,5 milioni di viaggiatori che lasciano tutto per cercare un futuro migliore?  

Una piccolissima parte sono intorno a noi, in mezzo a noi e in molti casi sono diventati “come noi”. 

Prendiamo ad esempio la nostra città.

Il numero di stranieri residenti a Ferrara ha iniziato ad avere una rapida ascesa dal 1997 in poi, quando si contavano solamente 1.057 stranieri, ovvero lo 0,9% della popolazione. 

Gli ultimi dati pubblicati dal Comune di Ferrara, risalenti al 2018, riportano un numero assai diverso rispetto a quello degli anni ’90: tre anni fa il numero degli stranieri a Ferrara era di 13.616 persone, cioè il 10,7% di una popolazione di circa 132.000 cittadini. 

A sentire dalla cronaca locale e nazionale sembra che oggi gli immigrati abbiano una sola origine, l’Africa e un solo colore di pelle. Ma i dati ci dicono altro.

Prendiamo ad esempio ancora una volta Ferrara. Entro le nostre mura le comunità più numerose sono quella romena, con 2.411 cittadini, e quella ucraina, con 2.030 A seguire c’è la comunità moldava (1.225), nigeriana (1.077), albanese (990) e marocchina (885).

I dati non tengono conto delle nostre percezioni emotive, delle nostre paure, sono schietti, e se ne fregano delle propagande. 

Sono i dati che ci invitano a guardare “gli Immigrati” con occhi diversi e a considerarli persone, a cui ogni categorizzazione grossolana sta stretta, come sta stretta a tutti noi. 

Sempre i dati ci dicono che queste persone partecipano alla crescita anche di questa città, essendo impegnate in tutti i settori, da quelli più umili a quelli di “alto livello”. 

Contributo che è anche demografico.

Per intenderci, nel 2018 a Ferrara e provincia sono nati 1.540 Italiani e ne sono morti 4.721, con un saldo negativo di 3.181 cittadini. 

Al contrario, la popolazione straniera ha registrato 448 nascite e 47 morti, riportando un saldo positivo di 401 cittadini. 

Questo significa che negli ultimi anni, senza le migrazioni, Ferrara avrebbe registrato un calo demografico altamente negativo.

Ma i dati ci raccontano anche una cosa curiosa.

Negli anni si è registrato un calo anche degli stranieri, grazie all’acquisizione della cittadinanza italiana: solo nel 2018 i “nuovi” cittadini italiani sono stati, infatti, 698. 

Me compreso. 

Io sono stato un nuovo Mr. Fogg. 

E assieme a tanti altri, ho acquisito diversi diritti, tra cui quello di muovermi liberamente da un paese all’altro, di poter votare, di poter fare concorsi pubblici.

Insomma, io e tutti gli altri siamo stati messi nelle condizioni di seguire i nostri sogni. 

Cosa c’è di più banale di un pezzo di carta?

Eppure averlo in mano è come aver vinto alla lotteria, ma non dovrebbe essere così. Quando cresci o addirittura nasci in Italia non ti serve un foglio di carta per farti sentire Italiano, perché lo sei non appena le tue origini si fondano con la cultura Italiana, non appena la tua lingua madre si arricchisce di nuovi vocaboli, non appena perdi il controllo della lingua nei tuoi pensieri e nei tuoi sogni. 

E capisci che l’Italia è una nazione fondata sulla diversità e non sulla unitarietà.