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Hai voluto la bicicletta? Ora pedala! Un motto che rappresenta una vera e propria mission per Stefano Diegoli, presidente di Fiab Ferrara per quasi 9 anni e ora vicepresidente. Addetto alle vendite per professione e promotore della mobilità sostenibile per passione, da anni coltiva e diffonde la cultura della bicicletta nella sua città. Mobilità a due ruote che è sempre andata a braccetto con Ferrara tanto da definirla, a suon di cartelli all’ingresso e messaggi promozionali, come la Città delle Biciclette.

Abbiamo intervistato Stefano per conoscere e capire quanto si è fatto e quanto si sta facendo per rendere Ferrara un esempio virtuoso di mobilità sostenibile.

Ciao Stefano, FIAB Ferrara è a Ferrara ormai da 40 anni, nata insieme a FIAB Italia anche grazie all’intuizione di Gianni Stefanati. Tu sei stato presidente per più di 8 anni, e chi meglio di te può dirci qual è l’obiettivo di FIAB nel territorio: 

L’obiettivo di FIAB anche se sono cambiate molte cose è sempre rimasto il medesimo. Predisporre la città affinché sia a misura di cittadino. Non necessariamente a misura di bicicletta perché riteniamo che ogni utente della strade debba avere il suo spazio, dal pedone all’auto, alla bicicletta fino al monopattino elettrico. 

Ci vuole un giusto rapporto tra i tutti, e quindi chiediamo spazi adeguati per le bici soprattutto in una città come Ferrara che, essendo priva di enormi spazi, deve ottimizzare le strade a disposizione. 

Gli spazi nel centro sono limitati, però c’è molto margine una volta usciti dalla mura. 

Assolutamente. Ferrara a oggi ha 183km di ciclabili. Sono poche. Abbiamo la fortuna di vivere in una provincia in pianura e con la natura che ne fa la padrona. Stiamo pensando e predisponendo itinerari affinché si possa alimentare il turismo lento, e quindi incentivare a vivere e conoscere Ferrara sfruttando i mezzi sostenibili come appunto la bicicletta ma anche il treno. Per quest’ultimo collaboriamo con Metropoli di Paesaggio, un’associazione che propone bellissime esperienze all’aria aperta, visitare e conoscere luoghi e ambiente lungo tutta la nostra provincia, unendo cultura, territorio e sostenibilità. 

Anche nel nostro sito www.fiabferrara.it  stiamo raccogliendo proposte di persone che vogliono promuovere un percorso e noi siamo sempre disponibili ad ascoltare e valutare se effettivamente possono diventare itinerari. 

Poco prima mi hai detto che 183 km sono pochi, qual è l’obiettivo?

Con il PUMS partito l’anno scorso e una deadline di 10 anni, si è deciso di arrivare a 233km entro il 2030, sfruttando anche il recente bando appena vinto dal Comune di Ferrara di AirBreak che incentiva la mobilità sostenibile per migliorare la qualità dell’aria della nostra provincia. Non tra le migliori della regione. 

Tra gli altri obiettivi abbiamo appunto quello della promozione di itinerari nel nostro territorio come l’anello dei Borgia ma anche il contrasto ai furti attraverso un ricambio dei porta bici presenti in città. Questa è stata una grande soddisfazione perché abbiamo insistito tantissimo sull’inserimento di stalli sicuri per le bici con struttura medio alta affinché le bici si possano legare sia al telaio che entrambe le ruote, più sicuro e meno dannoso di altri modelli che danneggiano parti più fragili come ad esempio i raggi delle ruote. Abbiamo richiesto a gran voce di acquistarne 75 e per adesso ne sono stati messi la metà, confidiamo di mettere i restanti nei prossimi mesi. 

Nuovi porta bici

Credi che Ferrara sia proattiva per quanto concerne l’incentivo alla mobilità sostenibile?

C’è ancora tanto da fare. Penso al Bike Sharing, con pochi esempi fortunati da Mobike e Mi Muovo. Ma credo che più che lo sharing o l’acquisto di biciclette, sia più importante il recupero delle biciclette. Stiamo creando un accordo nell’ambito del  tavolo di lavoro insieme all’assessore alla mobilità Nicola Lodi per incentivare la riparazione delle bici. In alcuni casi le riparazioni possono essere più costose rispetto all’acquisto di una nuova, per questo abbiamo praticamente 2 bici ogni abitante e tante bici abbandonate. Per esempio davanti la stazione di Ferrara ci sono una miriade di bici lasciate lì da anni, e sarebbe interessante riprenderle, sistemarle e metterle a disposizione, anche per i turisti.  Il lavoro più grande che bisogna fare è sicuramente nelle scuole, incentivare pedibus e bicibus, formare i genitori, docenti, dirigenti scolastici e i sempre poco presi in causa mobility manager che in questo periodo sono stati interessati dagli incentivi al bike to work.

Recuperare la bici è sia una scelta ecologica che circolare, può portare solo benefici. 

In paesi come la Germania esiste il Prodotto Interno Bici, un parametro di  misurazione del valore economico mosso dal mondo della bicicletta. Questo può incentivare a togliere la polvere da bici che abbiamo in cantina o in garage e rimetterle nel mercato.

Stefano Diegoli, vicepresidente FIAB Ferrara

Cosa nei pensi dei monopattini e biciclette elettrici? 

Sicuramente meglio dell’auto privata, consiglio la bici classica perché comunque permette un’attività fisica e riduce lo stress creato dal traffico. Ma l’elettrico è sempre meglio del gasolio a livello di emissioni soprattutto in ambiti urbani ristretti come l’entro mura di Ferrara

Hai qualche richiesta da fare per la città?

Abbiamo bisogno di più dati e trasparenza sulla mobilità sostenibile e di iniziare ad immaginare i progetti nel loro insieme e non un pezzo per volta. Una cosa importante è iniziare seriamente a stabilire un tavolo tecnico con l’amministrazione comunale, non solo limitato con Assessore Mobilità, ma anche Assessore Opere Pubbliche, Assessore Ambiente e Assessore Turismo. 

Abbiamo due grandi strumenti a disposizione come il PUMS e il più recente Air Break, progetti invidiabili come Metropoli di paesaggio che se vengono regolarmente portati a termine, Ferrara sarà qualcosa ancora di più di una città delle biciclette, perché unirà mobilità e sostenibilità.
Il tutto dovrà essere condito da una maggiore comunicazione alla cittadinanza e FIAB preme per introdurre una voce di spesa per cittadino da utilizzare per comunicare le novità e la corretta propensione al cambiamento della qualità degli spostamenti in favore di uno stile di vita migliore per tutti.

Anche perché non abbiamo solo un problema di qualità dell’aria, ma anche di incidenti stradali. Lo scorso anno sono aumentati gli incidenti nonostante sia diminuito il traffico. Se non dai sicurezza, creando gli adeguati spazi alle persone, preferiranno sempre l’auto privata e Ferrara è già una realtà molto autocentrica. Se il comune decidesse di puntare sulla sicurezza anche con incentivi che premiano le persone, con l’uso di piattaforme come Ferrara Play&Go, saremo sia la città delle biciclette che anche delle persone che si muovono in sicurezza in spazi democraticamente condivisi