Sempre più di frequente, ma comunque mai abbastanza perché venga presa sul serio, si sente parlare di endometriosi. Ma di cosa si tratta esattamente?

1 È una patologia cronica e invalidante

L’endometriosi è una malattia dell’apparato genitale femminile causata da un accumulo anomalo di cellule endometriali fuori dall’utero o in porzioni non appropriate dell’utero stesso. Questa malattia può colpire le donne fin dalla prima mestruazione e prolungarsi fino alla menopausa, rendendo ancora più complicata la vita nei giorni “clou” del mese.

Le statistiche riportano che in Italia circa il 5% delle donne tra i 25 e i 35 anni soffre di endometriosi, molte delle quali tardano a riconoscerla come malattia. I tempi di diagnosi, che in passato duravano fino a 10 anni, oggi si stanno riducendo grazie alla maggiore informazione e sensibilizzazione di medici e pazienti. Le tempistiche sono ancora comunque molto lunghe: individuare l’endometriosi non è semplice perché molto spesso i sintomi non vengono capiti e di conseguenza sottovalutati.

2 Quali sono i sintomi?

Talvolta può essere asintomatica, talvolta può causare disturbi gravi. I sintomi più frequenti sono forti dolori pelvici prima e durante le mestruazioni, caratterizzate da fuoriuscita di sangue anomala, dolore durante l’ovulazione, dolore durante i rapporti sessuali e stanchezza cronica. Pur essendo una patologia benigna, non va assolutamente sottovalutata poiché, nei casi più gravi, può condurre all’infertilità. Non solo dolore fisico ma anche psicologico: la stanchezza e il malessere impattano sulla vita di tutti i giorni e sul lavoro.

3 Le cause

Tra le cause conclamate rientra sicuramente la predisposizione genetica, a cui si collega il rischio di familiarità: figlie e nipoti di donne a cui è stata diagnosticata la malattia dovranno sottoporsi a controlli periodici preventivi.

Sebbene non si abbia la conferma, le ricerche dimostrano un’altra ipotesi piuttosto accreditata ovvero quella della mestruazione retrograda: durante la mestruazione piccole parti di tessuto si staccano e risalgono nelle tube, per poi impiantarsi nei soggetti predisposti al di fuori della cavità uterina.

4 Le cure

Il trattamento terapeutico dell’endometriosi varia in base allo stadio della malattia. In linea di massima nei casi meno gravi si procede con cure farmacologiche mentre nei casi più gravi è necessario sottoporsi a cure farmacologiche preparatorie per un intervento chirurgico in alcuni casi invasivo.

Negli stadi clinici più avanzati, più precisamente il III e il IV stadio, le pazienti hanno il diritto di usufruire di particolari esenzioni per effettuare visite specialistiche, in quanto l’endometriosi è stata inserita nell’elenco LEA, ovvero le prestazioni e servizi che il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini gratuitamente o previo pagamento del ticket.

5 La Fondazione Italiana Endometriosi e le community sul web

Nata nel 2007, la Fondazione Italiana Endometriosi è un ente che si occupa di implementare la ricerca sulla malattia, diffondere informazioni e sostenere le donne che ne sono affette, sia durante la diagnosi che durante il periodo di cura.

Ente regolarmente iscritto all’anagrafe delle ricerche presso il MIUR, ha contribuito alla scoperta delle origini della malattia congenita, sconosciute fino al 2009.

Esistono inoltre diverse community sul web, come ad esempio la pagina Facebook “Endometriosi – Community” in cui le donne affette da questa patologia possono iscriversi e condividere le loro esperienze supportandosi a vicenda.