Puntuale come uno di quegli orologi che trovi nei Coco Pops arriva a placare la vostra (di chi?) sete di recensioni onestissime il secondo appuntamento con Aspettando la notte degli Oscar, una serie di consigli non richiesti che vi aiuteranno a decidere quali film guardare o non guardare in vista della Notte degli Oscar.

Come funziona?

Una giuria imparziale e attentamente selezionata formata da me e basta assegnerà ad alcune pellicole l’insindacabile punteggio Massiccio del Gran Sasso che, come dice il nome, vi aiuterà a valutare la pesantezza dei film proposti.

Potrete non trovarvi d’accordo ma se mi interessasse realmente la vostra opinione sareste parte della giuria che invece, ripeto, è formata da me e dal mio incontenibile ego.

Nella scorsa puntata abbiamo analizzato due film presenti sulla piattaforma Netflix: Il processo ai Chicago 7, che ha totalizzato 3/10 punti Gran Sasso e Mank, decisamente più pesante, che ne ha totalizzati 8/10. Qualcuno mi ha detto che sono stata spietata. Avrei potuto essere simpatica, gentile e con il dono della sintesi e invece eccomi qua.

Ma torniamo al sodo. Questa volta, per non fare un torto a nessuno, è il turno di due lungometraggi proposti da Prime Video, la piattaforma streaming di Amazon: Sound of Metal e Quella notte a Miami.

Sound of metal (Sound of metal):

(GUARDA IL TRAILER)

Andrea Iannone si è fatto biondo platino, è tutto tatuato e suona la batteria come un forsennato ma ci sente come me quando mi dicono “è ora di mettersi a dieta”: NIENTE.

Il regista è Darius Marder, che prima di entrare in cabina di regia fu sceneggiatore di Come un tuono, quel film con Ryan Gosling biondo platino tutto tatuato, sì esatto biondo platino e tatuato, il fil rouge dei suoi film.

– “Hey posso copiare il tuo compito?”

– “Sí ma cambia qualcosa così non si capisce che hai copiato”.

– “Ok.”

Risultato: biondi platino e tatuati.

A parte gli scherzi il film ha ricevuto 6 candidature agli Oscar tra cui miglior attore protagonista per Riz Ahmed, miglior montaggio e miglior sonoro. Perché sound of metal racconta in maniera molto intima la discesa improvvisa nel silenzio e nella solitudine di un ragazzo che faceva musica per vivere, come un moderno Beethoven ma tossicodipendente, biondo platino e non particolarmente famoso.

Per questo motivo Sound of metal non ha una trama particolarmente articolata e avvincente ma sembra più un progetto sperimentale documentaristico di montaggio sonoro. Cos’ho appena dettooo?!?! Non ne ho idea, sono solo paroloni che messi in fila sembrano avere un senso logico o, in alternativa, se ripetuti, provocano convulsioni, coma e morte.

Questo film è singolare perché pur trattando di temi pesanti e personali è adatto a qualsiasi tipo di pubblico ma per le tematiche trattate merita 7/10 punti Gran Sasso

Se poi volete il mio personale parere soggettivo che non avete chiesto ma chi sono io per ascoltarvi, dico solo MERAVIGLIOSO.

3 buoni motivi per guardarlo:

1.  se vi siete stancati di ripetere le battute di LOL allo sfinimento e volete riportare la vostra vita a un valore cerebrale accettabile.

2. Se siete batteristi, biondo platino, tatuati

3. Se volete guardare un film a tutto volume di notte. A parte i primi 5 minuti di rumore infernale giuro che non disturberete vicini, animali e partner.

3 buoni motivi per non guardarlo:

1.  se dite 46 volte al giorno “sono Lillo” e ridete ancora compiaciuti da soli 

2. Se volete una storia con una trama avvincente e ricca di colpi di scena.

3. Se avete un bidone dell’immondizia al posto del cuore.

Quella notte a Miami (One night in Miami)

(GUARDA IL TRAILER)

25 febbraio 1964, il neo campione dei pesi massimi Cassius Clay va a festeggiare il titolo con Malcolm X, Sam Cooke e Jim Brown… sembra l’inizio di una barzelletta ma anche di una festa non proprio all’insegna del divertimento.

Ho come l’impressione che abbiano provato a infilarci dentro anche Michael Jordan e Usain Bolt e poi qualcuno abbia detto “rega ma mi sa che storicamente siamo di un altro periodo”.

Il film, adattamento cinematografico dell’omonima pièce teatrale, narra di una notte immaginaria in cui 4 straordinarie figure della comunità afroamericana si confrontano l’un l’altro sui diversi modi per contribuire all’emancipazione della comunità black statunitense.

I primi venti minuti vengono spesi per fare una presentazione dei personaggi come se fosse il sussidiario di quinta elementare, che voglio dire, se non hai mai sentito parlare di nessuno di questi quattro io fossi in te mi farei due domande e poi manderei l’inquisizione spagnola dalla vostra prof di storia delle medie. 

Litigano tutta la sera. Praticamente potete vedere lo stesso spettacolo gratis a Pasqua a casa mia.

Credo che sia un film che dovrebbero vedere tutti, dalle scuole elementari all’ospizio, perché ha una narrativa molto chiara e semplice che affronta tematiche molto importanti. Non si parla solo di diritti ma anche di religione, di sport, di musica e per questo One night in Miami si aggiudica 5/10 punti Gran Sasso in un equilibrio perfetto tra leggerezza e impegno che mette tutti d’accordo, tutti tranne i membri del Ku Klux Clan ma questa è un’altra storia.

3 buoni motivi per guardarlo:

1.  Se siete affascinati ma non espertissimi di segregazione razziale statunitense e personaggi emblematici del periodo 

2. Per la canzone candidata all’Oscar Speak Now di Leslie Odom Jr. Che nel film interpreta Sam Cooke

3. Se siete razzisti, xenofobi, segregazionisti, legati a una sedia con la bocca tappata, 8 Red Bull in corpo e i dilatatori negli occhi

3 buoni motivi per non guardarlo:

1.  se siete espertissimi di segregazione razziale statunitense e personaggi emblematici del periodo potreste trovarlo un filino banale

2. Non ci sono motivi per non guardarlo

3. Se il film più impegnativo che avete guardato è Sex and the city.

Anche la seconda puntata di Aspettando gli Oscar finisce qui, precisando che nessun razzista, xenofobo, segregazionista è stato maltrattato, legato alla sedia o obbligato con metodi coercitivi a interrogarsi sulle sue scelte di vita.

Anche se, onestamente, l’avrebbe meritato.